Ittero
L’ittero, ovvero la colorazione tendente al giallo degli occhi e della pelle, rappresenta un fenomeno assai frequente nelle prime giornate di vita del bambino, soprattutto se prematuro. Vediamo dunque più da vicino di cosa si tratta. Il colorito giallo è conferito da un pigmento, la bilirubina, normalmente prodotto ed eliminato nel nostro organismo senza tracce visibili. Nelle prime giornate di vita si verifica un’aumentata produzione di bilirubina, rispetto all’adulto, e contemporaneamente una ridotta capacità di “smaltimento” da parte di organi, in particolare il fegato, ancora in fase di “rodaggio.” Si colora per prima la parte bianca degli occhi (la sclera), poi il viso, il tronco e per ultimi, se i valori di bilirubina continuano a salire, gli arti. L’ittero fisiologico si manifesta di solito dopo due tre giorni di vita, dura circa 7-10 giorni e nella quasi totalità dei casi regredisce spontaneamente. Se anche i livelli di bilirubina dovessero salire più del previsto e dovesse essere necessario, per evitarne gli effetti tossici, ricorrere alla fototerapia (cioè mettere il neonato in incubatrice con una lampada a luce azzurra ed una benda agli occhi per proteggerli dai raggi ultravioletti, un po’ come si fa con le lampade abbronzanti) non c’è motivo di preoccuparsi: in assenza di fenomeni di incompatibilità fra gruppo sanguigno della mamma e del bambino e soprattutto in assenza di incompatibilità del fattore Rh, l’ittero è e non richiede particolari precauzioni. Il medico del Nido si incaricherà di escludere ogni possibile fattore di rischio. Eccezionalmente nei neonati pretermine può essere necessaria l’exanguinotrasfusione, cioè il ricambio del sangue, per abassare i livelli di bilirubina ed evitare che oltrepassi la barriera ematoencefalica che protegge il cervello. Questa barriera nei prematuri è meno efficiente e perciò i livelli di bilirubina tollerati sono più bassi.
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