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Problemi neurologici
A causa della fragilità dei vasi sanguigni in un cervello ancora immaturo i neonati prematuri presentano un grande rischio di emorragie cerebrali, soprattutto quelli con un peso neonatale inferiore a 1000 g. L’estensione dell’emorragia viene indicata per gradi, quattro, secondo la gravità. Per la diagnosi viene impiegata l’ecografia cerebrale, un’analisi indolore e non invasiva. Le emorragie di I e II grado sono le più frequenti e solitamente non causano danni cerebrali permanenti. Una complicanza possibile per i bambini con un’emorragia molto estesa, di III o IV grado, è l’idrocefalo (aumento della quantità di liquido nei ventricoli cerebrali). L’idrocefalo può essere trattato e non necessariamente si verificheranno danni permanenti. Solo in caso di emorragia di IV grado il rischio di danno neurologico permanente, motorio e/o cognitivo, aumenta considerevolmente. E’ comunque necessario un attento e tempestivo follow-up dello sviluppo del neonato pretermine, per individuare precocemente eventuali problemi motori o cognitivi ed intervenire con idonei programmi riabilitativi. Alle emorragie di grado elevato può associarsi un danno ischemico, noto come leucomalacia periventricolare. Si tratta di una perdita di tessuto cerebrale nella regione vicina ai ventricoli cerebrali. Il danno può verificarsi prima, durante o dopo il parto. La diagnosi si effettua mediante ecografia cerebrale fra le 4 e le 8 settimane di vita. In presenza di leucomalacia aumenta il rischio di esiti neurologici a distanza.
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Fonte: University of Wisconsin Medical School-Department of Pediatrics.
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