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Le vaccinazioni del bambino prematuro
Il calendario vaccinale di un bambino prematuro è identico a quello di un bambino a termine. Non ci sono motivi di ritardare le vaccinazioni in un bambino prematuro, che anzi ha maggiormente bisogno di protezione. Inoltre per i bambini prematuri va ricordata la prevenzione delle infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale, alla quale è dedicata una sezione apposita del sito.
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LEGENDA:
DTPa : vaccinazione antidifterico-tetanico-pertussica
IPV : vaccinazione antipoliomelitica a virus uccisi, intramuscolare
MPR : vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia
Tdp : vaccinazione antidifterico-tetanica-pertussica per adulti
Hib : vaccinazione anti-Haemophilus influenzale tipo b
PC : vaccinazione antipneumococcica
VAR : vaccinazione antivaricella
MENC : vaccinazione anti meningococco C
Nei bambini
nati da madri positive per HbsAG,
la vaccinazione va somministrata entro 12-24 ore dalla nascita contemporaneamente
alle immunoglobuline specifiche antiepatite B; in questi bambini è prevista
una schedula a 4 dosi
E' possibile
la somministrazione simultanea, in un'unica seduta vaccinale delle vaccinazioni
antidifterica-tetanica-pertossica,
antiepatite B, antipoliomelite, antimorbillo-rosolia-parotite anticipando
quest'ultima
al 12° mese. Se non si è provveduto alla somministrazione di una dose di
MPR entro il 24° mese di vita ogni seduta successiva è utile
per il recupero
Per gli
adolescenti precedentemente non vaccinati secondo la legge del 27 maggio
1997
Consigliata
la graduale adozione; per i lattanti di età inferiore
ai 6 mesi sono consigliate 3 dosi con un intervallo di almeno 1 mese ed una
4^ dose durante il secondo anno di vita; per i bambini di età compresa tra
7 e 11 mesi, 2 dosi con un intevallo di almeno
1 mese, ed una 3^ dose durante il secondo anno di vita; per i bambini di
età compresa tra i 12 ed i 23 mesi, 2 dosi con un intevallo di
almeno 2 mesi
Graduale
adozione. Sotto i 12 mesi tre dosi a distanza di almeno due mesi una dall'altra,
sopra i 12 mesi dose unica
 La vaccinazione
per la varicella è raccomandata a tutti coloro che
raggiunta l'età di 12 anni non abbiano ancora contratto la malattia, è probabile
che in un prossimo futuro sarà inserita anche nel calendario per i lattanti
visto che il vaccino può essere impiegato a partire dai 12 mesi di vita
L'impiego
del vaccino per l'influenza è possibile a partire dal sesto mese di vita.
Devono essere vaccinate le seguenti categorie a rischio: bambini con malattie
croniche respiratorie (compresa l'asma), circolatorie o renali, con diabete
o fibrosi cistica, con malattie del sangue, con difetti delle
difese immunitarie, con malassorbimento intestinale
o chi deve essere sottoposto ad un importante intervento chirurgico i bambini
con malattie croniche che richiedono terapia con acido acetilsalicilico (ad
esempio aspirina) in quanto questa sostanza interagisce con il virus influenzale
causando gravi problemi a carico del fegato e dell'encefalo (sindrome di
Reye). Per gli altri è un'opportunità da valutare con il
proprio pediatra.
RICORDARE INOLTRE LA PROFILASSI DELLE INFEZIONI DA VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE
La profilassi delle infezioni da VRS consiste nella somministrazione di anticorpi preparati in laboratorio. Questi anticorpi proteggono solo temporaneamente il bambino e per questa ragione devono essere somministrati a cadenza mensile nel corso dell’autunno/inverno.
Alla luce delle evidenze emerse dagli studi esaminati, la Società Italiana di Neonatologia consiglia di iniziare la somministrazione del palivizumab un mese prima dell’inizio della stagione epidemica (Settembre-Ottobre) e di continuarla durate tutta la durata dell’epidemia (fino ad Aprile-Maggio) per un massimo di 5-6 dosi.
La SIN raccomanda la profilassi anti-VRS nelle seguenti categorie a rischio:
Profilassi altamente raccomandata:
1) bambini con età gestazionale <=32 settimane ed età <1 anno all’inizio della stagione epidemica
2) bambini con BPD o malattia polmonare cronica (che abbia richiesto ossigenoterapia e/o terapia medica nei 6 mesi precedenti) ed età <2 anni all’inizio della stagione epi-demica
3) bambini affetti da cardiopatia congenita (emodinamicamente significativa a giudizio del medico o in trattamento farmacologico o associata ad ipertensione polmonare di grado moderato o a cianosi) ed età <2 anni all’inizio della stagione epidemica (Sono esclusi i bambini con difetti cardiaci conge-niti che non richiedano una terapia farma cologica o sottoposti in precedenza a corre-zione chirurgica radicale e che non necessi-tano di un supporto terapeutico farmacolo-gico)
4) bambini con età gestazionale compresa tra 33 e 35 settimane ed età <1 anno all’inizio della stagione epidemica, nel caso coesistano, oltre la prematurità, almeno due fattori di rischio, come:
a) dimissione dall’ospedale dopo la nascita durante il periodo epidemico;
b) basso peso alla nascita (<2,5 kg o <10°percentile);
c) esposizione a fumo passivo;
d) assenza di allattamento al seno;
e) familiarità per atopia;
f) esposizione a fonti di elevato inquina-mentoatmosferico;
g) nato da gravidanza multipla (parto ge-mellare);
h) presenza di fratelli più grandi in famiglia;
i) frequentazione di comunità scolastiche;
j) patologie concomitanti gravi (fibrosi cistica, malformazioni della gabbia toracica, malattie neuromuscolari, immunode-ficienze, malattie ematologiche, neoplasie);
k) residenza in località remota dove l’accessibilità alle strutture sanitarie è difficoltosa.
Le raccomandazioni della Società Italiana di Neonatologia sono in accordo con le altre prese di posizione internazionali e con i risultati degli studi di efficacia effettuati con palivizumab nelle popolazioni a rischio.
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