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  La psicologia della madre dei bambini prematuri
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 Il ruolo dei genitori e della famiglia


Il bambino nell’incubatrice, avvolto spesso da coperte ed asciugamani sembra in un piccolo nido e può essere percepito come lontano, distante anche perchè dorme per molte ore al giorno. Anche se il piccolo ha indubbiamente bisogno di un ambiente tranquillo e silenzioso, non meno importante è la necessità di stimoli ed il più importante di tutti è la presenza dei genitori, tanto che in alcuni ospedali è praticata la kangaroo care, che prevede lo stretto contatto fisico fra il piccolo avvolto in una coperta ed il genitore, un pò come nel marsupio di un canguro. Saranno tuttavia i medici e le infermiere ad indicare i tempi ed i modi più idonei per stabilire il contatto fisico con il piccolo. Se ci sono altri bambini in famiglia e sono troppo piccoli per venire in ospedale può essere utile portare a casa delle foto del neonato per permettere lo stabilirsi di un legame emotivo e affettivo; è inoltre importante non focalizzarsi esclusivamente sul bambino prematuro e ritagliare degli spazi esclusivi anche per gli altri figli. Il compito maggiore dei genitori è quello di dialogare fra loro: la nascita di un figlio prematuro può generare tensioni a causa dei molteplici sentimenti che scatena:shok e rifiuto, senso di colpa o colpevolizzazione dell’altro, rabbia, paura, preoccupazione ed ansia, tristezza e solitudine: è importante non chiudersi in sè stessi, non reprimere i propri sentimenti, ma esprimerli e confrontarsi, ascoltando anche l’altro. Anche incontrare genitori di altri bambini prematuri può essere utile. Il resto della famiglia, in particolare i nonni, potrà tendere ad autoescludersi o essere troppo soffocante: anche con loro è importante relazionarsi in maniera aperta e sincera per trovare un buon equilibrio. Il bambino ha bisogno della serenità e del supporto della sua famiglia.




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