Le terapie e gli esami
Per strano che possa sembrare, la prima “terapia” fornita in TIN è l’alimentazione: il bambino prematuro infatti non è in grado di alimentarsi come un bambino nato a termine e perciò il primo sostegno da offrirgli è proprio quello di nutrirlo in maniera adeguata. Nei piccolissimi, con un sistema digerente ancora immaturo, in una prima fase l’alimentazione verrà somministrata direttamente in vena, grazie ad apposite soluzioni endovenose bilanciate ed adattate quotidianamente ai fabbisogni del bambino. I medici valuteranno quale vena utilizzare per l’alimentazione (mano, gamba, piede, braccio, cuoio capelluto, vaso ombelicale) in alcuni casi si preferirà posizionare un catetere centrale introdotto con una semplicissima procedura chirurgica, che offre il vantaggio di poter essere tenuto in sede a lungo. L’alimentazione in vena viene chiamata “nutrizione parenterale totale”. Quando il sistema digerente sarà pronto per iniziare a ricevere cibo è possibile che il bambino non sia ancora in grado di succhiare e deglutire. Si potrà allora procedere ad un’alimentazione mediante un tubicino che dal naso o dalla bocca raggiunge direttamente lo stomaco. Questa tecnica viene chiamata gavage. Man mano che il bimbo cresce gli si proporrà anche il seno o la tettarella in modo che possa gradualmente passare ad una normale alimentazione. Potranno passare dei mesi, ma le mamme che lo desiderano, tirandosi costantemente il latte, potranno comunque allattare al seno i loro piccoli quando sarà il momento.
Altro importante capitolo è quello dei trattamenti respiratori. Anche in assenza di patologia respiratoria, un neonato molto prematuro non è in grado di respirare da solo. A seconda dei casi si renderà necessaria la ventilazione meccanica, attraverso un tubicino che dalla bocca arriva fino alla trachea, oppure la somministrazione di ossigeno che potrà avvenire attraverso un piccola cannula nasale, con un flusso costante a pressione positiva che mantiene aperte le vie aeree, oppure semplicemente in cappa, cioè in un cubo di plastica trasparente, posto sul capo del bambino, all’interno del quale si eroga ossigeno alla quantità necessaria. In questo caso il bambino respira completamente da solo, ma l’aria che entra nei polmoni è più ricca di ossigeno e quindi si riduce lo sforzo necessario per ottenere una buona ossigenazione.
Un bambino in TIN viene frequentemente sottoposto ad esami del sangue che consentono di valutare la presenza di anemia, di ittero, di infezioni, lo stato di ossigenazione del sangue ed i livelli di zuccheri, proteine ed elettroliti.
Anche l’esame delle urine serve a ricercare possibili infezioni o per dosare altre sostanze.
Della fototerapia si è detto a proposito dell’ittero. La lampada fluorescente impiegata per la fototerapia facilita la degradazione e quindi l’eliminazione della bilirubina dal sangue.
Se i neonati sono molto prematuri e di basso peso vengono sempre sottoposti a controlli ripetuti sia per quanto riguarda l’esame oculistico che per l’udito. Anche l’ecografia cerebrale viene effettuata ripetutamente visto l’elevato rischio di emorragie ventricolari.
La necessità di radiografie, TAC e/o risonanza magnetica viene valutata di volta in volta ed in presenza di segni e sintomi specifici.
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